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Oli essenziali (OE) INFO

INFORMAZIONI DA FITOMEDICAL

Oli essenziali (OE)

  • Informazioni presenti sull'etichetta degli OE
  • Informazioni in etichetta relative alle caratteristiche di un OE
  • OE ricostituiti
  • OE convenzionale, selezionato, speciale
  • Variabilità degli OE
  • Informazioni in etichetta di rischio e sicurezza di un OE
  • Indicazioni generali per il corretto utilizzo di OE
  • Utilizzo in diffusione ambientale di OE
  • Utilizzo di OE per suffumigi
  • Utilizzo di OE in aerosol
  • Utilizzo di OE per la cura del viso e del corpo
  • Utilizzo alimentare e assunzione orale di OE

Informazioni presenti sull'etichetta degli oli essenziali
La confezione (astuccio ed etichetta applicata al flacone) di ogni referenza della linea di oli essenziali Fitomedical fornisce informazioni relative sia alle caratteristiche peculiari di quell'essenza (vedi Informazioni in etichetta relative alle caratteristiche di un olio essenziale), sia alle indicazioni di rischio e sicurezza che la riguardano (vedi Informazioni in etichetta di rischio e sicurezza di un olio essenziale). 
 
Informazioni in etichetta relative alle caratteristiche di un olio essenziale
L'astuccio e l'etichetta applicata al flacone di ogni singola referenza della linea di oli essenziali Fitomedical riporta informazioni che, nel loro insieme, costituiscono la carta di identità di quell'essenza.
- Identità botanica
  • nome italiano: il nome comune italiano o tradizionale;
  • nome latino: è la denominazione scientifica (composta da genere e specie in latino), utilizzata in botanica per identificare senza dubbi un preciso individuo vegetale.
Affiancare il nome comune a quello scientifico evita possibili confusioni, come quella generata da termini dialettali variabili regionalmente, diversi ma riferiti alla medesima pianta o a specie affini. Si aggiunga che, in alcuni casi, l'aromaterapia si avvale di più specie dello stesso genere: es. di Eucalipto (genere Eucalyptus) si utilizzano tre specie (globulus, citriodora e officinale), diverse per composizione chimica e applicazioni.
Ulteriori equivoci potrebbero derivare da piante molto diverse, che però condividono parte del nome comune o scientifico, come Canfora (Cinnamomum camphora) e Cannella (Cinnamomum verum) o la Camomilla (Matricaria recutita), la Camomilla del Marocco (Ormenis mixta) e la Camomilla romana (Chamaemelum nobile).
  • parte della pianta: la parte della pianta (fiori, foglie, cortecce, radici, frutti, ecc.) da cui si è ricavato l'olio essenziale.
Quest'informazione è rilevante, dato che esistono specie aromatiche che producono essenze diverse in organi differenti. Queste hanno proprietà salutistiche eterogenee, seppure con una comune matrice. Ciò riguarda molti agrumi, come la pianta di Arancio (Citrus aurantium) da cui si ottiene, per distillazione dei rami fogliati e dei fiori, rispettivamente gli oli essenziali Petitgrain bigarade e Neroli bigarade e, per spremitura del pericarpo, l'essenza di Arancio amaro: li accomuna una generale nota di sedazione, diversificata secondo il tipo di essenza in intensità e bersagli. Ulteriori esempi sono rappresentati da Angelica (Angelica archangelica) radici e frutti, Cannella di Ceylon (Cinnamomum verum) foglie e corteccia, ecc. - Provenienza
L'etichetta dichiara inoltre il paese origine della pianta, specificando se si tratta di una specie spontanea o coltivata e, in questo caso, se secondo metodi tradizionali o biologici, con eventuale marchio di controllo (gli oli essenziali biologici Fitomedical sono di norma dichiarati in etichetta; es. Limone bio, Tea tree bio, ecc.); - Estrazione
Diversi sono i metodi utilizzati per estrarre le essenze dalle piante aromatiche. La scelta del procedimento dipende dalle caratteristiche della pianta trattata, dalla consistenza della parte vegetale che contiene l'olio essenziale e dalle caratteristiche chimico-fisiche di quest'ultimo.
Le diciture a seguito, riportate in etichetta, precisano con quale modalità è stata ottenuta l'essenza:
  • distillato: olio essenziale ottenuto con distillazione in corrente di vapore. È un metodo che si applica alla maggior parte delle piante aromatiche e sfrutta le proprietà fisiche delle essenze, in particolare la loro volatilità. Consiste nel separare l'olio essenziale dalla pianta originaria servendosi di un getto di vapore acqueo, che investe i tessuti vegetali e "trasporta" con sé l'essenza. Dal processo si ottengono due prodotti finali: il distillato e l'acqua aromatica. Quest'ultima è l'acqua che deriva dalla condensazione dello stesso vapore, profumata da una piccola frazione d'essenza disciolta in essa; trova applicazione in fitocosmesi, liquoreria, oppure è riutilizzata per generare nuovo vapore.
  • da spremitura: è un procedimento meccanico cui sono sottoposti gli agrumi (Arancio, Limone, Bergamotto, Mandarino, Cedro). La scorza dei loro frutti (pericarpo) presenta ghiandole superficiali nelle quali si accumulano essenze, estraibili con una pressione operata a freddo con apposite apparecchiature. Questo metodo ha sostituito quello manuale (sfumatura), molto tossico, cui anticamente erano dediti donne e bimbi, strizzando le bucce su spugne che, una volta intrise, erano a loro volta spremute in un recipiente di raccolta.
  • assoluta: è il risultato di un'estrazione con solventi, che si riserva a vegetali dal profumo delicato, poco ricchi in essenza e facilmente alterabili dall'aumento di temperatura, come Gelsomino, Rosa, Vaniglia, utilizzate soprattutto per olfazione.
    La pianta aromatica è introdotta in un'apparecchiatura idonea e attraversata da un solvente organico con opportune caratteristiche. Da questa fase di lavorazione si ricava la concreta, una massa solida che include, oltre all'essenza, cere ed altri composti liofili. Questi sono in seguito separati con un lavaggio in alcol etilico e successivi passaggi, fino a ottenere l'assoluta.
    Si precisa che dopo l'estrazione non resta alcuna traccia del solvente utilizzato, che è fatto evaporare, e che da tempo alcune sostanze tossiche (etere di petrolio, benzene), proibite per legge, sono stati sostituite da anidride carbonica supercritica (totalmente atossica), da gas liquefatti impiegati nella nuova classe dei refrigeranti per frigoriferi e, in qualche caso, da esano (idrocarburo volatile non tossico).
  • oleoresina: è una sostanza aromatica di aspetto cristallino, o fluido e viscoso che sgorga spontaneamente da alcune piante essenzifere, soprattutto di origine tropicale, nel cui tronco è sufficiente praticare un'incisione.
  • essenza ricostituita: è un olio essenziale "riprodotto" in laboratorio, per disporre a costi contenuti di alcune delle caratteristiche qualità di essenze molto preziose o di scarsissima reperibilità (vedi Oli essenziali ricostituiti).
- Altre informazioni:
  • quantità della confezione in ml di OE;
  • numero di lotto;
  • anno produzione.
Sull'astuccio, oltre a queste informazioni ed altre di sicurezza, è presente il codice a barre. 
 
Oli essenziali ricostituiti
Si definisce "ricostituito" un olio essenziale ottenuto in laboratorio.
Il procedimento riguarda essenze molto pregiate o di scarsissima reperibilità (es. Melissa, Neroli bigarade, Rosa), che possono essere "riprodotte" con una spesa contenuta: si individuano con opportune analisi le principali frazioni aromatiche che caratterizzano l'essenza originaria, allo scopo di associare sostanze corrispondenti, ottenute da altre essenze meno costose o per processi di sintesi.
Gli oli essenziali ricostituiti non pongono problemi di tossicità ma, essendo più "poveri" di composti e quindi meno complessi, risultano indicati per profumazione o aromatizzazione e meno adatti per aromaterapia.
Essi sono talvolta denominati "natural identici" (erroneamente, perché sovrapponendosi solo in parte alla complessità dell'essenza originaria, sono piuttosto "natural simili"), oppure "alimentari", perché utilizzabili nell'aromatizzazione di alimenti (vedi Dicitura "Solo per uso esterno" presente sulle confezioni della linea oli essenziali). 
 
Olio essenziale convenzionale, selezionato, speciale
L'origine di un olio essenziale, il metodo con cui è stato ottenuto ed altri fattori, come il rendimento estrattivo, ne determinano una complessiva valutazione di pregio. Essa si articola nelle espressioni "convenzionale", "selezionato" e "speciale" presenti in etichetta, che forniscono indicazioni sulla qualità e sul campo d'impiego di quella referenza.
  • convenzionale identifica un'essenza di buona qualità, dal costo contenuto, generalmente di uso comune. È adatta ad un impiego domestico e quotidiano per l'ambiente, la cura del corpo e l'aromaterapia;
  • selezionato indica un'essenza di qualità elevata e origine elettiva, dotata di peculiari proprietà. In linea generale, è più specificatamente indicata alla cura del corpo e all'aromaterapia;
  • speciale si riferisce a un'essenza di alta qualità, come un'assoluta (vedi Informazioni in etichetta relative alle caratteristiche di un olio essenziale - metodo estrattivo), o di particolare pregio per l'attribuzione di chemotipo (vedi Chemotipo), o per la difficile reperibilità, o per l'origine molto circoscritta e definita. In questi casi l'impiego è particolare e specifico per la profumazione o l'aromaterapia.
 
Variabilità degli oli essenziali
Le caratteristiche dell'olio essenziale di una medesima specie aromatica non sono immutabili, ma soggette a fattori che ne condizionano sia la composizione, sia qualità come la profumazione, il colore, la densità e la viscosità.
- Variazioni nella composizione chimica: i chemotipi
Le condizioni ambientali in cui vive la pianta aromatica (natura del terreno, modificazioni annuali o stagionali di temperatura e umidità, fattori ecologici, ecc.) condizionano la quantità e la composizione dell'essenza da essa prodotta.
A volte, popolazioni di piante della stessa specie botanica, ma cresciute in luoghi differenti per altitudine, latitudine e caratteristiche del suolo, possono produrre oli essenziali con variabili chimiche significative: per differenziarle si utilizza il termine "chemotipo" (= tipo chimico).
Tali diversificazioni sono note ed estremamente apprezzate: il chemotipo è infatti spesso considerato "speciale" o "selezionato" (vedi Valutazione di pregio) per le possibili applicazioni salutistiche, che esaltano specifiche caratteristiche della specie.
Esempi di chemotipi reperibili nel catalogo Fitomedical sono: Basilico a linaiolo, Niaouli a nerolidolo, Rosmarino a verbenone, a borneolo e a cineolo, Timo volgare a geraniolo, a linaiolo, a timolo e a thujanolo.
- Variabilità di profumazione, colore, densità e viscosità
Per influenza degli stessi fattori ambientali che influenzano i chemotipi, o per le procedure di distillazione o estrazione cui la pianta aromatica è sottoposta, a volte è possibile che lotti diversi di oli essenziali, benché con una comune identità botanica, presentino differenze rilevanti per profumazione, colore e densità.
Ad esempio: Sandalo delle Indie OE può avere una colorazione variabile da giallo pallido quasi incolore, a giallo ambrato quasi rossastro; il profumo dell'essenza di Geranio dipende dall'origine geografica (Reunion, Cina, Egitto, Marocco, Kenya) e può essere più o meno intensamente rosato e con sentori mentolati più o meno acuti; la densità dell'olio essenziale proveniente dall'isola di Reunion è diversa rispetto a quello prodotto in Egitto.
Per quanto riguarda la viscosità delle essenze, essa aumenta al diminuire della temperatura e tende generalmente a crescere con il passare del tempo, in relazione all'invecchiamento.
La pratica clinica aromaterapeutica ha dimostrato che l'efficacia di un olio essenziale dipende soprattutto dalla presenza di determinate sostanze tra i suoi componenti e che la variabilità intrinseca, inevitabile in un prodotto d'origine vegetale, non influisce in modo rilevante sulle sue proprietà. 
 
Informazioni in etichetta di rischio e sicurezza di un olio essenziale
Gli oli essenziali sono sostanze composte da diverse molecole chimiche, spesso biologicamente molto "vivaci". Come può accadere per molti articoli presenti in un'abitazione, come alcuni comuni detergenti, anche un utilizzo non consapevole o incauto delle essenze potrebbe provocare danni alla salute del Consumatore.
Per prevenire tale rischio, la linea di oli essenziali Fitomedical riporta sull'astuccio e sull'etichetta applicata al flacone di ogni singola referenza informazioni imprescindibili per il suo corretto impiego.
Le indicazioni di rischio e sicurezza segnalate si basano sull'insieme delle specifiche CHIP3 – Chemicals (Hazard Information and Packaging for Supply) 2002 elaborate da HSC (Health and Safety Commission) della Gran Bretagna e su altre indicazioni dell'Unione Europea. È una scelta aziendale che intende precorrere i tempi rispetto al lavoro che da anni impegna gli Stati membri allo scopo di armonizzare le regolamentazioni riguardanti l'etichettatura dei prodotti che entrano nelle case, con l'obiettivo primario della chiarezza nella comunicazione e della protezione dell'incolumità del Consumatore. 
 
- Indicazioni e frasi di sicurezza
  • "croce di S.Andrea", nera in campo arancio
  • sigla "Xi" = irritante 
    Sono indicazioni di rischio generiche, che sottolineano come diverse essenze possano irritare pelle e mucose.
  • frasi di sicurezza, come "Non utilizzare se non appropriatamente diluito", "Solo per uso esterno", "Evitare il contatto con gli occhi" indicano come eludere il rischio d'irritazione insito nell'uso improprio di alcuni oli essenziali. (vedi Dicitura "Solo per uso esterno" presente sulle confezioni della linea Oli essenziali)
  • indicazioni generiche, quali "Tenere lontano dalla portata dei bambini", "Il non corretto utilizzo può essere dannoso per la salute", "In caso di ingestione inappropriata non provocare il vomito e consultare subito il medico mostrando questa etichetta" richiamano l'attenzione su norme preventive e di buon senso.
    In ogni caso, ogni rischio può essere eluso attendendosi alle indicazioni d'uso generali e specifiche (vediIndicazioni generali per il corretto utilizzo di oli essenziali; Utilizzo in diffusione ambientale; Utilizzo in suffumigi e aerosol; Utilizzo per la cura del viso e del corpo; Utilizzo alimentare e assunzione orale).
    Alle regole comuni si aggiungono precauzioni specifiche, segnalate sulle confezioni di alcuni oli essenziali (vedi Tabelle Qualità cosmetiche degli oli essenziali e Oli essenziali che richiedono cautela nell'uso).
  • raccomandazioni per evitare danni ad oggetti: riguardano le cautele per evitare danni a superfici e oggetti sensibili ("Tenere lontano da superfici lucidate e da materie plastiche"). Particolare attenzione va prestata alle pareti di vasche da bagno, da idromassaggio e docce, come pure a "bruciaprofumi" a candela, umidificatori, recipienti per suffumigi, apparecchi per aerosol o altri strumenti analoghi, che potrebbero essere rovinati dal contatto con oli essenziali puri (vedi Utilizzo per la cura del viso e del corpo; Utilizzo in diffusione ambientale e Utilizzo in suffumigi e aerosol).

 
Indicazioni generali per il corretto utilizzo di oli essenziali
Le essenze si distinguono dagli altri fitoderivati per l'altissima concentrazione. Un grammo di olio essenziale puro, mediamente pari a 20-30 gocce di OE, rappresenta il contenuto di 100 o più grammi della pianta originaria: ne amplifica quindi le potenzialità farmacologiche, ma anche i potenziali rischi dovuti ad un utilizzo improprio.
Poiché questi dipendono prevalentemente dalla composizione chimica propria di ogni essenza, dalla quantità utilizzata e dalla modalità di somministrazione, Fitomedical offre un assortimento di oli essenziali di qualità estremamente ampio, ma selezionato e corredato delle informazioni necessarie al loro corretto impiego. 
 
- Precauzioni relative al tipo di olio essenziale somministrato
  • prestare attenzione ai potenziali rischi delle singole essenze (fototossiche, irritanti, sensibilizzanti, ecc.) (vedi Oli essenziali che richiedono cautela nell'uso);
  • attenersi alle modalità d'utilizzo e alle posologie indicate: qualunque sia la forma di assunzione degli oli essenziali (cutanea, respiratoria o digestiva), la loro interazione con l'organismo interessa l'intero organismo, non solo le vie attraverso cui è avvenuto il contatto.
    Le singole sezioni riportano posologie e modalità di utilizzo specifiche (vedi Utilizzo in diffusione ambientale di oli essenziali; Utilizzo di oli essenziali in suffumigi e aerosol; Utilizzo di oli essenziali per la cura del viso e del corpo; Utilizzo alimentare e assunzione orale di oli essenziali).

 
- Oli essenziali che richiedono cautela nell'uso
La tabella a seguito segnala i potenziali rischi nell'utilizzo incauto di alcune essenze. Per il loro impiego è consigliato seguire le indicazioni di operatori esperti.
Tabella degli oli essenziali che richiedono cautela nell'uso   20 KB in formato PDF 
 
- Precauzioni relative alla modalità di somministrazione
  • non iniettare oli essenziali in alcuna forma;
  • non utilizzare oli essenziali internamente se non su indicazione di personale esperto;
  • non utilizzare oli essenziali se non diluiti in modo appropriato;
  • non applicare oli essenziali puri sulle mucose (bocca, vagina, retto) ed evitare il contatto con gli occhi.
Le singole sezioni riportano corrette modalità di utilizzo e avvertenze specifiche (vedi Utilizzo in diffusione ambientale di oli essenziali; Utilizzo di oli essenziali in suffumigi e aerosol; Utilizzo di oli essenziali per la cura del viso e del corpo; Utilizzo alimentare e assunzione orale di oli essenziali). 
 
- Precauzioni relative al soggetto che assume oli essenziali
  • evitare ogni olio essenziale sospettato di agire come sensibilizzante in caso di soggetti sensibili o allergici;
  • non utilizzare oli essenziali in aerosol in soggetti con storia clinica di asma bronchiale;
  • non somministrare oli essenziali che presentino una potenziale tossicità a bimbi piccoli e donne in gravidanza;
  • prestare attenzione nella scelta degli oli essenziali in presenza di condizioni cutanee anomale (dermatite, eczema, pelle fragile, lesionata o infiammata, ecc.).
Le singole sezioni riportano corrette modalità di utilizzo e avvertenze specifiche (vedi Utilizzo in diffusione ambientale di oli essenziali; Utilizzo di oli essenziali in suffumigi e aerosol; Utilizzo di oli essenziali per la cura del viso e del corpo; Utilizzo alimentare e assunzione orale di oli essenziali).
 
 
- Altre precauzioni
  • conservare gli oli essenziali lontano dalla portata dei bambini;
  • per diluizioni e preparazioni utilizzare materiali di acciaio, vetro, o ceramica e porre attenzione alle superfici di oggetti e arredi: le essenze possono danneggiare diversi tipi di plastiche, vernici, legno, ecc.

 
UTILIZZO IN DIFFUSIONE AMBIENTALE DI OLI ESSENZIALI 
 
- Olfazione e modificazione di tono e umore
L'olfazione esalta la nota aromacologica (aromatica e psicologica) degli oli essenziali: la percezione olfattiva influisce quindi sullo stato d'animo, sul tono, sulle emozioni e sulle prestazioni mentali.
A tale scopo è possibile utilizzare singole essenze, loro composizioni o le apposite miscele di essenze presenti nella linea Fitomedical.
- Modalità d'utilizzo
  • può essere sufficiente inspirare il profumo che si sprigiona dal flacone che li contiene, o da un fazzoletto, o un batuffolo bagnato con una o due gocce;
  • tramite diffusione ambientale (vedi Profumazione e purificazione di ambienti).
Per conoscere il profilo aromatico dei singoli oli essenziali e delle miscele di essenze Fitomedical, consultare le tabelle a seguito (vedi Profilo aromacologico degli oli essenziali; Profilo aromacologico delle Miscele di essenze); ulteriori informazioni sugli effetti aromacologici dell'olfazione sono descritti nei periodici aziendali n°1/2003 e 3-4/2004, disponibili in questo sito alla voce Fitonews del menù iniziale.
- Profilo aromacologico degli oli essenziali
Tabella profilo aromacologico degli oli essenziali   139 KB in formato PDF 
- Profilo aromacologico delle miscele di essenze
Tabella profilo aromacologico delle miscele di essenze   93 KB in formato PDF 
- Profumazione e purificazione di ambienti
Gli oli essenziali e le miscele di essenze possono essere utilizzati per profumare e purificare gli ambienti domestici e di lavoro. Disinfettano l'aria inquinata e ne correggono le caratteristiche chimico-fisiche (inquinanti, micropolveri, ecc.), bilanciando i rapporti fra ioni positivi e ioni negativi.
Diffusi nell'ambiente, esplicano contemporaneamente la propria attività psico-neurale sulle persone che vi soggiornano (vedi Olfazione - Modificazione di tono e umore).
Le essenze naturali sostituiscono così gli economici ma sintetici e massificati prodotti industriali, premettendo si personalizzare l'ambiente in funzione delle necessità, dei gusti personali, della stagione o delle condizioni di salute.
- Modalità d'utilizzo
  • per piccoli ambienti: per l'interno auto, la cabina armadio, ecc., si può diffondere l'aroma di un olio essenziale o di una loro miscela lasciandoli trasudare da un flaconcino di coccio, o ponendone poche gocce su un fazzoletto di carta o stoffa, o un batuffolo di cotone appoggiati su una base (evitare il contatto con materiale di legno, plastica e metallo);
  • spruzzati nell'ambiente: è possibile diluire gli oli essenziali o le loro miscele in alcol etilico (al 2-5%: 40-100 gocce in 100 ml di alcol etilico) e spruzzarli nebulizzati in una stanza. Fare attenzione che le microgocce non ricadano su superfici di legno o plastica: il contatto diretto può danneggiarle o modificarne il colore.
  • evaporatori per caloriferi: durante la stagione invernale aggiungere alcune gocce di olio essenziale o di una loro miscela (indicativamente da 2 a 6, secondo l'ampiezza dell'ambiente) all'acqua degli umidificatori per termosifoni;
  • lampade ad acqua (diffusori con lumino e ciotola d'acqua): in tutte le stagioni è possibile accendere i diffusori con lumino, aggiungendo alla ciotola d'acqua alcune gocce di olio essenziale o di una loro miscela (indicativamente da 2 a 6, secondo l'ampiezza dell'ambiente)
  • umidificatori a ultrasuoni: seguire le istruzioni specifiche dell'apparecchio utilizzato, ponendo nell'apposita ampolla l'acqua e aggiungendovi alcune gocce di olio essenziale o di una loro miscela (indicativamente da 2 a 6, secondo l'ampiezza dell'ambiente) prima dell'accensione.
- Avvertenza
Per l'utilizzo di "bruciaprofumi" a candela, umidificatori e strumenti analoghi, è sempre necessario mettere l'acqua nell'ambiente in cui sono poste le essenze. Diversamente, l'aumento della temperatura può indurre modificazioni chimiche che portano alla formazione di composti dall'odore sgradevole o decisamente irritanti, aumentando progressivamente il potere solvente degli oli essenziali nei confronti dei materiali con cui sono a contatto.
- Consigli
  • Oli essenziali più adatti per disinfettare l'aria: Pompelmo, Cedro, Limone, Bergamotto, Eucalipto officinale, Ravensara, Tea tree, Pino mugo, Miscela di essenze "Freschezza".
  • Oli essenziali per togliere gli odori di cucina: Alloro, Cedro, Limone, Rosmarino, Santoreggia, Citronella.
  • Oli essenziali per l'ambiente in cui asciuga la biancheria, evitando il formarsi di "odori d'umidità": Cedro, Pompelmo, Petitgrain Limone, Bergamotto, Lavanda, Lavandino, Rosmarino, Mirto, Alloro, Miscela di essenze "Freschezza" (profumazioni fresche); Legno Rosa, Palmarosa, Geranio, Petitgrain Bigarade, Petitgrain Mandarino (profumazioni floreali); Noce moscata, Pimento, Cubebe, Sandalo, Sandalo delle Indie, Cannella foglie (profumazioni speziate, legnose); Rosa, Ylang-Ylang, Vaniglia, Neroli (profumazioni romantiche).
  • Oli essenziali per la stanza da bagno: Bergamotto, Limone, Citronella, Origano, Timo, Cannella corteccia. Per igienizzare e profumare, si possono utilizzare 10-15 gocce di essenza su un batuffolo di cotone idrofilo posto in un vaso aperto in posizione elevata.
  • Oli essenziali per tener lontani gli insetti: Citronella, Geranio, Nepeta.
Per ulteriori informazioni sulle diverse applicazioni e sul corretto utilizzo degli oli essenziali e delle miscele di essenze Fitomedical, consultare i periodici aziendali n°1/2003 e 3-4/2004, disponibili in questo sito alla voce Fitonews del menù iniziale. 
 
Utilizzo di oli essenziali per suffumigi
I suffumigi con oli essenziali, pratica che deriva dalle antiche fumigazioni, rappresentano una pratica intermedia tra l'olfazione per diffusione ambientale (vedi Olfazione e Diffusione ambientale) e l'aerosol (vediOli essenziali in aerosol). Rispetto alla prima, le molecole aromatiche sono veicolate alle vie respiratorie dal vapore acqueo e in quantità maggiore; in confronto all'aerosol, qui sono interessate solo le prime strutture aeree (strutture esterne ed interne del naso, cavo orale, gola): lo scopo è di lenirle e disinfettarle.
Possono essere utilizzate singole essenze, loro composizioni o le apposite miscele di essenze (es. miscela Freschezza) presenti nella linea Fitomedical.
- Modalità d'utilizzo
  • aggiungere alcune gocce di OE o di una loro miscela (indicativamente da 2 a 6, secondo le caratteristiche dell'OE) in un recipiente di acqua molto calda;
  • inspirare da naso e bocca i vapori che si liberano dalla superficie dell'acqua con l'ausilio di un asciugamano appoggiato sul capo.
Per conoscere il profilo aromatico dei singoli oli essenziali e delle miscele di essenze Fitomedical e per ulteriori informazioni sulle diverse applicazioni e sul corretto utilizzo, consultare i periodici aziendali n°1/2003 e 3-4/2004, disponibili in questo sito alla voce Fitonews del menù iniziale.
- Avvertenza
È sempre necessario mettere PRIMA l'acqua nell'ambiente in cui vengono posti gli OE per proteggere i recipienti. 
 
Utilizzo di oli essenziali in aerosol
L'apposito strumento per aerosol dirige verso le vie respiratorie notevoli quantità di olio essenziale in forma nebulizzata, cioè in una dispersione di goccioline di ridottissimo diametro (dell'ordine di micron). In tali condizioni l'olio essenziale arriva in profondità a livello polmonare, dove manifesta le proprie attività salutistiche e passa rapidamente nella circolazione del sangue (ciò suggerisce opportune precauzioni – vedi oltre).
- Corretto utilizzo di oli essenziali per aerosol
  • emulsionare l'olio essenziale in acqua tramite un disperdente (si forma un'emulsione in forma di liquido lattiginoso) o aggiungerlo alla soluzione fisiologica, da preferire all'acqua (1-3 gtt. di OE, secondo le caratteristiche dell'essenza scelta, in 2 ml di soluzione fisiologica);
  • lasciare l'apparecchio in funzione un paio di minuti prima di inspirare. Questo accorgimento iniziale permette all'essenza di assumere la dimensione di goccioline, tali da essere disperse.
- Precauzioni per l'uso di oli essenziali in aerosol
  • diluire opportunamente L'OE in relazione alla sua potenziale aggressività;
  • evitare la scelta di OE irritanti o, qualora questi siano consigliati da personale con formazione e training adeguati e sulla base di considerazioni oculate, utilizzarli fortemente diluiti e somministrarli a più riprese, piuttosto che in un'unica seduta.
  • NON UTILIZZARE OLI ESSENZIALI IN AEROSOL SE SI È SOGGETTI A FORME ALLERGICHE O A MANIFESTAZIONI ASMATICHE, O LO SI È STATI IN PASSATO (anche solo in presenza di dubbi).Qualunque sia la modalità di assunzione degli OE (cutanea, respiratoria o digestiva), la loro interaz
 





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